Gennaio 2023 - Ludovico Palma Nutrizionista

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24 Gennaio 2023

La corretta alimentazione nell’infanzia ed in adolescenza è indispensabile sia per l’ottimale sviluppo fisico e cognitivo sia per mantenere un peso corporeo adeguato. Secondo i dati del ministero della salute, in Italia, circa un bambino su quattro è obeso. L’obesità nei bambini è causata principalmente da: 

  • troppa sedentarietà, 
  • abitudini alimentari sbagliate (molto spesso trasmesse dalla famiglia),
  • componente genetica, che però incide solo per una piccola parte. 

E’ bene ricordare che l’eccesso di grasso è un fattore di rischio importante per malattie cardiovascolari oltre che per molti tumori. Ci vogliono anni di abitudini alimentari scorrette perché il bambino diventi obeso, tuttavia l’instaurarsi di cattive abitudini in età scolare sono poi difficili da cambiare. 

In caso di difficoltà nell’avere sane e corrette abitudini alimentari, nell’infanzia ed adolescenza, è auspicabile l’aiuto di un nutrizionista o di un medico. 

Alimentazione in adolescenza e infanzia, che quantità?

Le quantità e le calorie dipendono dai fabbisogni personali dei bambini o ragazzi. Ad esempio, possono dipendere dall’età, dalla crescita, dallo sviluppo, dal sesso e dall’attività sportiva svolta. Per aumentare l’aderenza dei bambini ad una corretta alimentazione può essere d’aiuto far conciliare i pasti con le attività extrascolastiche e le abitudini familiari.

Quindi, seguire le linee guida di una corretta e sana alimentazione senza rinunciare allo sviluppo di piani alimentari strettamente personalizzati. Non è vero che l’eccesso di peso del bambino si correggerà con lo sviluppo. Al contrario è proprio l’eccedenza ponderale in età scolare che è maggiormente correlata con quella da adulti.

Anche la corretta ripartizione calorica nel corso della giornata aiuta ad essere sempre svegli e con le adeguate energie. La colazione, il pranzo e la cena dovrebbero avere il maggior apporto energetico, minore invece quello della merenda pomeridiana e dello spuntino di metà mattina.

Molto spesso la prima colazione viene snobbata o dimenticata, non è un dramma, però dopo 10 ore di digiuno l’organismo ha bisogno di energia. Infatti, una scarsa colazione può indurre i bambini ad avere fame verso metà mattina e quindi a mangiare prodotti grassi, salati o con zuccheri.

Caratteristiche principali

E’ fondamentale che la dieta sia varia, infatti la mancanza di varietà può provocare con il tempo delle carenze nutrizionali. La ripartizione e le caratteristiche dei principali macro-nutrienti sono diverse, vediamone alcune insieme :

I Carboidrati

I carboidrati complessi (come pasta, riso, cereali, pane, biscotti, etc.) sono indispensabili per fornire l’energia per giocare, studiare e svolgere tutte le attività della giornata.  Dovrebbero essere consumati in ottima quantità, scegliendo preferibilmente quelli integrali. Attenzione invece ai carboidrati semplici (gli zuccheri) che piacciono molto ai piccoli; i bambini che ne fanno uso smodato non solo ingrassano ma sono anche più irrequieti, distratti e svogliati. Non vanno aboliti o demonizzati ma consumati in quantità e frequenza settimanale molto inferiore rispetto ai carboidrati complessi. 

Le Proteine

Sono importanti per la crescita e lo sviluppo dell’organismo e dovrebbero apportare dal 10 al 15 % dell’introito giornaliero. E’ importante avere una varietà ed alternanza delle fonti proteiche, evitando di esagerare con l’assunzione di carne. Ad esempio anche i legumi, spesso dimenticati e poco apprezzati dai più piccoli, hanno invece un’ottima quantità di proteine e fibre. Conoscere il menù scolastico aiuta ad alternare la cena con un piatto complementare a quello che il bambino ha mangiato a pranzo. 

I Grassi

Sono  sostanze che il corpo utilizza soprattutto per la formazione delle membrane cellulari, non vanno demonizzati ma correttamente gestiti. L’apporto giornaliero di grassi per un bambino non dovrebbe superare il 30% del fabbisogno energetico totale. Sono molto importanti i grassi insaturi come quelli presenti nell’olio extravergine di oliva, nella frutta a guscio e nel pesce. Una piccola quota può essere anche costituita dai grassi saturi, soprattutto animali, introdotti tramite latticini e carne.

Le Fibre

Le fibre alimentari presenti soprattutto in frutta, verdura e legumi hanno una funzione molto importante per l’organismo e la salute. Purtroppo, invece, il consumo quotidiano di frutta e specialmente quello di verdura è basso, limitato a poche tipologie (ne consegue un apporto insufficiente di fibra). E’ bene che i bambini o ragazzi imparino il prima possibile a mangiare tutto il primo possibile. Per fare in modo che mangino verdure e frutta si consiglia di non fare loro dei piatti diversi da quelli del resto della famiglia. Un bel piatto di verdure non dovrebbe mai mancare in quasi ogni pasto principale. 

Il corpo di un bambino è costituito da una quantità di acqua ancora superiore rispetto all’adulto. Così, è bene che i bambini bevano sufficientemente acqua per essere ben idratati.

Aspetti psicologici dell’alimentazione in adolescenza e infanzia

Per  molti bambini e ragazzi riuscire a mangiare con continuità alcune categorie alimentari è molto difficile, in particolare verdura, frutta, legumi e pesce. Invece, sono molto importanti per il benessere dell’organismo, la crescita e per acquisire corrette abitudini alimentari. 

Come aiutarli ad aumentare le frequenze di assunzione di questi alimenti ?  

In primis, dare il buono esempio, cercare di introdurre tutti gli alimenti fin dall’infanzia , soprattutto le verdure, e non arrendersi al primo rifiuto. Può essere di aiuto non preparare dei menù personalizzati in base ai gusti ma mangiare tutti quanti le stesse cose. 

E’ bene che non ci siano divieti assoluti, spesso ciò che viene vietato severamente diventa l’oggetto del desiderio. Spiegare e raccontare da dove provengono i cibi e rendere i bambini partecipi nella preparazione, giocando con forme e colori, li aiuta a familiarizzare con tutti gli alimenti. 

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13 Gennaio 2023

La popolazione anziana, in Italia così come in tutto l’occidente, è in netto aumento.  Si stima che gli ultra sessantacinquenni siano oltre il 20 % dell’intera popolazione. La terza età presenta delle caratteristiche e problematiche specifiche, prenderle in considerazione ed adeguare ad esse la propria alimentazione è molto importante.

Cosa cambia con la terza età?

Dal punto di vista fisiologico l’invecchiamento è un processo in cui l’organismo diventa più fragile e vulnerabile. Infatti, diminuiscono gradualmente le funzioni di organi e tessuti ed aumenta la probabilità di ammalarsi. Il vantaggio, in questa fase della vita, è quello di poter avere più tempo da dedicare a se stessi ed alla famiglia. Così si può provare ad acquisire uno stile di vita sano facendo sport, secondo la propria condizione fisica, e preparando accuratamente i propri pasti. 

Nella terza età cambia lo stato di nutrizione della persona , questo è determinato dalle variazioni di composizione corporea e metabolismo. Non si devono sottovalutare tutti i cambiamenti psicologici, sociali ed ambientali che possono influenzare l’alimentazione dell’anziano. Infine, anche la presenza di malattie o terapie farmacologiche possono causare difficoltà nell’assorbimento dei nutrienti e nel loro utilizzo.

La composizione corporea subisce un cambiamento progressivo con l’aumentare dell’età in cui si riduce la massa magra ed aumenta la massa grassa. La massa grassa si ridistribuisce in particolare intorno ad organi e sul tronco, aumentando il rischio per alcune patologie. La perdita di massa muscolare, sarcopenia, si ha in maniera ancora più accentuata in persone ultra ottantenni perché i muscoli sono meno utilizzati. Dato che la sarcopenia espone maggiormente i soggetti anziani al rischio di cadute è importante cercare di contrastarla. La perdita di massa muscolare induce anche una diminuzione della sensibilità insulinica e del metabolismo basale. Se vi è un eccesso di massa grassa e simultaneamente una perdita di massa magra si parla di obesità sarcopenica.  

Carenze nell’alimentazione della terza età

La Società Italiana di Gerontologia e Geriatria (SIGG) ha stimato che in Italia ci siano circa un milione e mezzo di anziani a rischio malnutrizione. Ci sono diversi fattori che possono portare ad avere un’alimentazione insufficiente o inadeguata, tra questi: 

  • Invalidità
  • Basso reddito
  • Solitudine 
  • Problemi di masticazione 
  • Uso cronico di farmaci 
  • Depressione 

Nella popolazione anziana le carenze nutrizionali più frequenti sono quelle di vitamina D e calcio. Specialmente calcio e vitamina D sono importanti per evitare o ridurre l’insorgenza di osteoporosi, l’assunzione raccomandata di calcio è di 1000 mg/die. Una ridotta esposizione ai raggi UV e un’insufficiente attività sportiva possono aggravare la situazione.  Nel soggetto anziano vi è rischio di carenza anche di vitamine del gruppo B, in particolare B6 e B12 oltre che di vitamine C ed E. 

Tra gli altri micronutrienti critici nell’anziano vi sono magnesio, ferro, zinco e selenio sia per un minor assorbimento che per interferenza con patologie o farmaci. 

Le persone anziane dovrebbero porre attenzione anche all’utilizzo di sale. Infatti, il sodio contenuto nel sale può essere dannoso per chi soffre di ipertensione, insufficienza renale o cardiaca.

Alimentazione della terza età, cosa mangiare?

In virtù della delicatezza di questa fase della vita è importante che l’alimentazione  nella terza sia consigliata da un nutrizionista o medico. Un’alimentazione corretta consente un’evoluzione più lenta del processo di invecchiamento, quindi una buona efficienza delle funzioni cognitive, di attività fisica e di autonomia. 

Per alimentazione corretta si intende una dieta equilibrata e variata, con tutti gli alimenti disponibili nelle corrette quantità e frequenze di consumo. 

Il fabbisogno energetico va calibrato molto bene, sono necessarie né troppe calorie, per non accumulare grasso,  né troppo poche per prevenire una eccessiva magrezza. La falsa credenza che gli anziani debbano mangiare molto meno non è giustificata se si mantiene un buon livello di attività sportiva. Però, spesso, con l’invecchiamento si riduce l’attività motoria, la massa muscolare e di conseguenza il metabolismo basale e così si abbassa anche il fabbisogno energetico. 

In conclusione, va fatta attenzione alla quantità di alimenti, ma anche alla loro qualità. A questo scopo occorre privilegiare alimenti più proteici e meno grassi e arricchire l’alimentazione con verdure e frutta. Infatti, il fabbisogno di proteine nell’anziano è più elevato rispetto a quello dell’adulto allo scopo di sostenere il più possibile una massa muscolare in declino e nella scelta delle proteine andranno privilegiate quelle a più alta qualità. 

Gli alimenti proteici consigliati sono: 

  • latte e yogurt a ridotto contenuto di grassi e senza zuccheri aggiunti, 
  • legumi, 
  • uova, 
  • pesce (anche prezioso veicolo di acidi grassi polinsaturi omega-3) 
  • la carne (soprattutto magra e bianca). 

Le fibre di verdura e frutta servono a favorire una corretta funzione intestinale e contribuire alla prevenzione di obesità e diabete. Infine, non va sottovalutato che gli anziani tendono a bere di meno per ridotta sensazione di sete. Il consiglio è di bere durante tutto l’arco della giornata  e non solo durante i pasti. 

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