Febbraio 2023 - Ludovico Palma Nutrizionista

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23 Febbraio 2023

La vitamina B-12 o Cobalamina è una vitamina idrosolubile (solubile in acqua) e non accumulabile nell’organismo per cui si deve regolarmente assumere con l’alimentazione. Di questo gruppo di vitamine, oltre alla B12, fanno parte le altre vitamine del gruppo B, la vitamina C, H  e PP. 

Le vitamine sono classificate come micronutrienti, di diversa composizione, essenziali  per la salute e che regolano molte reazioni metaboliche agendo soprattutto da coenzimi. 

Casi di carenza di vitamina B12 sono rari e si presentano maggiormente quando si segue una dieta vegana o vegetariana più povere di tale vitamina. E’ sempre bene consultare il proprio medico o nutrizionista per sapere come bilanciare gli alimenti nella dieta e non incorrere così in deficit. 

In quali Alimenti si trova

La vitamina B-12 svolge un ruolo essenziale nella formazione dei globuli rossi, nel metabolismo cellulare, nella funzione nervosa e nella produzione di DNA, le molecole all’interno delle cellule che trasportano le informazioni genetiche. 

Le principali fonti alimentari di vitamina B12 includono: 

  • pollame, 
  • carne e uova, 
  • pesce 
  • latticini. 

Come si può capire dal breve elenco la vitamina B12 è presente quasi esclusivamente in alimenti di origine animale. Tuttavia può essere anche aggiunta ad alcuni alimenti, come i cereali per la colazione fortificati, ed è disponibile come integratore orale. 

Alcuni alimenti di origine vegetale ( alcune alghe, il lievito di birra, il tempeh, la kombucha.)  contengono piccole quantità di B12. Oltre ad essere quantità insufficienti a coprire i fabbisogni, la vitamina B12 presente in questi alimenti non è purtroppo assimilabile dal nostro organismo. 

Carenza di vitamina b-12

La carenza di vitamina B12 non è così frequente, almeno non in paesi dove non vi siano problemi di malnutrizione. Come precedentemente accennato chi segue diete strettamente vegetariane o vegane dovrebbe porre più attenzione ad alimenti contenenti questa vitamina ed a valutarne il dosaggio.

Anche gli anziani e le persone con disturbi del tratto digerente che influenzano l’assorbimento dei nutrienti sono suscettibili alla carenza di vitamina B12. La capacità di assorbimento di questa vitamina può essere compressa anche dall’assunzione di alcuni farmaci.

Se non trattata, una carenza di vitamina B12 può portare: 

  • anemia, 
  • affaticamento, 
  • debolezza muscolare, 
  • problemi intestinali, 
  • danni ai nervi e disturbi dell’umore.

La quantità giornaliera raccomandata di vitamina B12 per gli adulti è di 2,4 microgrammi. Le donne in stato di gravidanza devono però assumerne un quantitativo quasi doppio, così da fornire il giusto quantitativo al feto.

La maggior parte delle persone assume sufficiente vitamina B-12 da una dieta variata ed equilibrata. Tuttavia, le persone che hanno condizioni che influenzano la capacità di assorbire ed assumere in adeguate quantità la vitamina B12 dagli alimenti potrebbero trarre beneficio dall’uso di integratori orali. Integratori di vitamina B12 sono consigliati anche per donne in gravidanza o che allattano  e seguono diete vegetariane o vegane. 

Prima di integrare è sempre bene consultare il proprio medico o nutrizionista e capire se vi è o meno deficit di vitamina B12. Il corpo assorbe solo la quantità di cui ha bisogno e l’eventuale eccesso passa attraverso l’urina per questo ha senso fare un’integrazione solo se realmente necessaria.

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8 Febbraio 2023

L’obesità è uno dei problemi di salute pubblica più critici dei nostri tempi che accorcia l’attesa di vita. Ad essa sono associate patologie metaboliche (ad es. diabete e dislipidemie), tumorali, cardiovascolari o respiratorie.

Quando è necessaria una drastica riduzione di peso il solo approccio dietetico con un nutrizionista può non essere risolutivo o del tutto efficace. Così, se il problema persiste da molto tempo, gli interventi di chirurgia bariatrica possono rappresentare una strada percorribile. 

Gli interventi di chirurgia bariatrica:

Quando si è in presenza di obesità grave, di secondo o terzo grado , l’intervento di chirurgia bariatrica è fondamentale per ridurre il grasso in eccesso.  Oltre a diminuire il peso in eccesso gli interventi chirurgici hanno lo scopo di guarire o migliorare le patologie ad esso associate. 

La chirurgia bariatrica può far perdere circa il 70% del peso che si ha in più. Però la diminuzione di peso è sempre variabile e dipendente anche da fattori individuali come l’età, la composizione corporea e le patologie presenti. 

Gli interventi avvengono in via mini-invasiva laparoscopica, in assenza di complicazioni, dopo circa 48 ore dall’intervento, il paziente viene dimesso con la programmazione delle visite di controllo.

Ma quali sono i più frequenti interventi di chirurgia bariatrica? 

  • La sleeve gastrectomy è una resezione verticale di una parte dello stomaco. La riduzione dello stomaco porta ad avere meno fame ed un senso maggiore di sazietà, questo determina una perdita di peso.
  • Il bypass gastrico è spesso suggerito in caso di diabete tipo 2 e di severo reflusso gastroesofageo. Si perde peso sempre per maggiore senso di sazietà e minor fame ma vi è  anche un ridotto assorbimento intestinale.
  • Il bendaggio gastrico, intervento ormai meno comune, prevede che un anello di silicone stringa la parte alta dello stomaco. E’ un tipo di intervento con rischi minori ma anche con bassa efficacia, per questo non molto praticato. 
  • La diversione biliopancreatica è un intervento, molto rischioso e poco praticato, che viene utilizzato per un ristretto numero di persone attentamente valutate. 

Nutrizione pre e post chirurgia bariatrica:

Come si può evincere dalla descrizione del tipo di interventi di chirurgia bariatrica, non tutti possono essere candidati ad intervento. Avviene un’accurata valutazione in primis dal chirurgo ma anche da un’equipe di specialisti come l’endoscopista, l’endocrinologo, lo psicologo ed il nutrizionista. Oltre a ciò il paziente deve essere idoneo all’operazione anche dal punto di vista cardiologico e respiratorio. 

Prima dell’operazione viene fatta una valutazione nutrizionale per:

  • Individuazione deficit vitamine e sali minerali
  • Valutazione abitudini alimentari del soggetto obeso
  • Valutazione composizione corporea

Le informazioni raccolte saranno utilizzate dall’intero team nella scelta dell’intervento più adeguato al singolo paziente. Oltre a ciò si provvede ad una raccolta dati completa, aspettative e conoscenze del post-operatorio, condizioni patologiche presenti e pregresse ed eventuali trattamenti farmacologici.

Quali sono le principali problematiche post-operatorie?

Dopo chirurgia bariatrica possono riscontrarsi deficit di nutrienti. La severità della carenza dipende dal tipo di procedura chirurgica adottata. Gli interventi malassorbitivi sono quelli più a rischio nutrizionale. 

Tra i micronutrienti da valutare per una possibile deficit vi sono: l’acido folico, la vitamina B12, il ferro, le vitamine liposolubili (A,D,E,K). 

Deficit di macronutrienti possono invece verificarsi in seguito a :

  • malnutrizione proteica determinata da ridotto intake
  • ridotto contatto con l’acidità gastrica e minore assorbimento
  • vomito persistente
  • diarrea
  •  intolleranza ai cibi 
  • insorgenza Dumping Sindrome: precoce o tardiva.

E’ molto importante educare il paziente alla scelta e alla consistenza dei cibi, è infatti il primo problema da affrontare nel post-operatorio.  Le linee guida dell’American Endocrine Society consigliano una progressione della consistenza del cibo graduale, dai liquidi ai cibi frullati fino ad arrivare ai solidi. E’ necessario un adattamento dei pazienti ad una dimensione ridotta dello stomaco ed alle nuove abitudini alimentari.

Indicazioni comportamentali post – intervento:

Per procedere ad una cauta rialimentazione è importante attuare alcuni atteggiamenti comportamentali: 

  • masticare accuratamente il cibo preparato in piccoli bocconi,
  • mangiare lentamente facendo delle piccole pause tra un boccone e l’altro, 
  • fermarsi non appena si avverte la sensazione di pienezza dello stomaco, 
  • non bere durante il pasto e per almeno 1 ora dal termine, 
  • evitare di coricarsi a breve distanza di tempo dalla fine del pasto, 
  • frazionare i pasti: fare 3 pasti e 2-3 spuntini al giorno,  
  • non usare condimenti troppo elaborati (grassi, spezie piccanti o acidule, salse)

Controlli dopo intervento di chirurgia bariatrica:

I pazienti che si sottopongono a tali procedure devono essere monitorati per tutta la vita e devono essere informati che dovranno partecipare ad un lungo periodo di follow up.

I controlli hanno lo scopo di monitorare i cambiamenti del peso, delle comorbilità e della composizione corporea dei pazienti. È opportuno che i controlli avvengano in tempi ben determinati:

  • Dopo una settimana dall’intervento
  • Dopo 15 giorni dalla dimissione
  • Ogni mese per il primo anno
  • Ogni tre mesi dopo il primo anno

E’ importante enfatizzare che adeguamenti permanenti di comportamenti alimentari e attività fisica sono la chiave del successo per la perdita di peso per prevenire complicanze a lungo termine. Il rispetto delle indicazioni dietetiche, regolare attività fisica e la giusta supplementazione favoriscono i risultati a lungo termine.

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3 Febbraio 2023

Quando si fa riferimento ad una scorretta alimentazione si pensa spesso all’eccesso di peso e di massa grassa. Tuttavia non è sempre così; alcune volte un’alimentazione non corretta ed insufficiente rispetto ai propri fabbisogni può determinare una condizione di sottopeso. 

Nei casi più seri il sottopeso è la conseguenza di una denutrizione. Purtroppo in alcune aree del mondo ciò è legato a povertà e mancanza di cibo. La denutrizione è uno stato di nutrizione insufficiente, protratto per lungo tempo.  La mancanza di un apporto proteico, minerale, vitaminico ed energetico può portare ad uno stato di forte denutrizione e mettere a rischio la vita dei bambini. 

Nel mondo occidentale, invece, le cause del sottopeso sono per lo più altre, in seguito vedremo insieme le più importanti. E’ evidente che ,se trascurato, il sottopeso può essere un problema importante per la salute soprattutto per i più giovani. Quando si è sottopeso è importante capirne le cause ed interpellare un medico ed eventualmente un nutrizionista per poter migliorare e recuperare peso. 

Quando si è in presenza di sottopeso?

L’indice di massa corporeo (IMC) è un parametro che permette di valutare lo stato nutrizionale di una persona secondo il rapporto peso/altezza.

Si calcola così:

IMC (indice di massa corporeo) = Peso in Kg / Altezza in metri al ²

Quando l’indice di massa corporeo è al di sotto di 18,5 kg/m² è presente una condizione di sottopeso. Questo stato può essere associato a diverse patologie e caratterizzato da una consistente perdita di peso. Se invece l’indice di massa corporeo è inferiore a 16 kg/m²  si è in presenza di grave magrezza. 

L’indice di massa corporeo non fornisce informazioni riguardo la composizione corporea. E’ utile nell’apprendere una condizione generale ma poi sono necessari altri strumenti ed accertamenti per valutare complessivamente la situazione. 

Prendendo in considerazione l’IMC, secondo i dati dell’organizzazione mondiale della sanità la popolazione italiana (persone di 18 anni e più) risulta così distribuita:

  • 3% sottopeso
  • 51,5% normopeso
  • 35,5% sovrappeso
  • 10% obesa

Quali sono le cause?

Essere in una situazione di sottopeso può essere dovuto a diverse ragioni, è sempre bene approfondire e provare a capirle per migliorare. Vediamone insieme alcune.

Malattie che determinano un malassorbimento possono indurre una perdita di peso proprio a causa della difficoltà del tratto gastrointestinale di assorbire i nutrienti. E’ il caso, ad esempio, della celiachia, dove l’atrofia dei villi intestinali può determinare un malassorbimento e quindi perdita di peso. 

Anche squilibri ormonali come ipertiroidismo, ipopituitarismo o diabete mellito insulino-dipendente possono provocare una situazione di sottopeso. La magrezza o sottopeso può dipendere poi da cause patologiche come infezioni, tumori e problemi renali e gastrointestinali. 

Un condizione frequente che determina la perdita di peso è quando il bilancio energetico non è in equilibrio. Il bilancio energetico è definito come la differenza fra la quantità di energia introdotta e l’energia spesa per le varie attività dall’organismo. Quando aumenta troppo la spesa energetica a discapito di ciò che si mangia il bilancio energetico è negativo e si perde peso. Allo stesso modo riducendo eccessivamente e per molto tempo l’introito calorico può manifestarsi la stessa condizione di perdita di peso. 

Inoltre sono presenti cause indirette del sottopeso dovute ad altri fattori e patologie come: 

  • Depressione, 
  • Isolamento,
  • Scarsa disponibilità economica 
  • Perdita di appetito in seguito ad assunzioni di farmaci particolari. 

Anche lo stress può indurre alcune persone a mangiare di più e quindi ad ingrassare, come può spingere altre a mangiare di meno e, di conseguenza, a perdere peso.

Infine, vi può essere una situazione di sottopeso in presenza di disturbi del comportamento alimentare come l’anoressia nervosa. E’ bene ricordare che l’equazione sottopeso = anoressia o disturbo del comportamento alimentare è estremamente scorretta. Nella diagnosi di un disturbo del comportamento alimentare rientrano diversi fattori e non solo il sottopeso e la magrezza. 

Come gestire l’alimentazione in sottopeso?

In primo luogo è importante accertare ed approfondire i motivi per cui si sia creata la condizione di sottopeso. E’ sempre bene consultare il proprio medico per avere informazioni maggiori su come poter agire. 

In ogni caso sarà importante ripristinare una sana e corretta alimentazione che rispetti i propri fabbisogni e magari anche qualcosa in più (dieta ipercalorica). Quando i dispendi energetici sono molto alti, se ben tollerati, anche l’utilizzo di cibi con alta densità energetica aiuta a recuperare prima peso. Se il sottopeso è dovuto a cause indirette è bene agire parallelamente anche su quelle per riprendere peso stabilmente. 

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